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Ultime notizie/ Di oggi, ultim'ora: Romano Prodi incorona Paolo Gentiloni (18 febbraio 2018)

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: Romano Prodi incorona Paolo Gentiloni. Si sospende dal Movimento Giulia Sarti. Santo entro quest’anno Paolo VI. Oggi la Serie A. (18 febbraio 2018).

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PRODI INCORONA GENTILONI

Suona proprio come un endorsement di altissimo livello, quello che l’ex presidente del consiglio e padre nobile del Partito Democratico ha fatto nei confronti dell’attuale presidente del consiglio Paolo Gentiloni. Secondo Prodi l’attuale primo ministro riveste alla perfezione la figura di catalizzatore dell’universo di centro sinistra, in vista delle prossime consultazioni elettorali del prossimo 4 Marzo. Per il “professore” Gentiloni ha ricoperto il ruolo difficilissimo di traghettatore allorquando il paese si trovava nelle sabbie mobili dell’instabilità politica, un ruolo ricoperto ottimamente e che lo rende ideale per coniugare le diverse anime dell’attuale centro sinistra, una coalizione data sempre più indietro nei sondaggi elettorali.

SI SOSPENDE DAL MOVIMENTO GIULIA SARTI

Una sospensione che sembra più una resa, quella che la parlamentare Giulia Sarti ha fatto oggi e comunicato ai vertici del movimento cinque stelle. La Sarti al centro dello scandalo dei mancati rimborsi avrebbe scaricato tutta la colpa sul suo ex fidanzato, tale Bogdan Andrea Tibusche, con quest’ultimo però che durante un lungo interrogatorio in procura ha prodotto del materiale compromettente per la stessa parlamentare. La Sarti uno dei personaggi più in vista dell’intero partito di Beppe Grillo avrebbe omesso di versare quasi 25.000 euro nel fondo verso il mini credito d’impresa, un fondo nato dalle donazioni volontari di tutto il panorama pentastellato, ma sulla quale lo stesso Luigi Di Maio ha fondato la sua attuale campagna elettorale a futuro premier.

SANTO ENTRO QUEST’ANNO PAOLO VI

È stato lo stesso Papa Francesco ad annunciare la prossima santificazione di Paolo VI, al secolo Enrico Antonio Maria Montini. Il pontefice è intervenuto ad un incontro con i sacerdoti romani, con quest’ultimi ha affrontato alcuni degli importanti temi a cui la chiesa cerca di rimediare, non ultimo quello degli abusi sui minori. Parlando di Montini Bergoglio ha sottolineato che già due dei vicari di Cristo hanno “guadagnato” la santificazione, adesso tocca al Papa che viene ricordato forse di più dagli italiani di mezza età, un pontefice che è salito al cielo nel 1978 e che molti indicano come un uomo mite, riservato e di grande erudizione. Non è mancata neppure un momento goliardico nell’incontro, con il pontefice argentino che ha detto che lui si trova in “lista d’attesa” per una futura santificazione.

SERIE A, OGGI IN CAMPO JUVENTUS E NAPOLI

Un campionato che deve cancellare le delusioni delle coppe non solamente per le prime della classe, ma anche per Atalanta e Lazio. L’impegno più difficile sulla carta è quello della Juve, attesa dal derby della Mole, una partita che esulando dalle dinamiche di forza delle squadre in campo, riserva sempre innumerevoli emozioni. Sulla carta impegno molto più facile per il Napoli di Sarri che in casa ospiterà la Spal. Chiamata ad avere regolarità anche il Milan di Gattuso, che dopo la grande affermazione in coppa dovrà vedersela nel posticipo domenicale contro l’ostica Sampdoria. Intanto nella prima partita di oggi torna a correre la Roma di Di Francesco che a Udine vince contro i bianconeri per 2 a 0. Posticipo del sabato tra Genoa e Inter, con la squadra di Spalletti sconfitta 2-0 dai rossoblù. Il Chievo supera invece 2-1 il Cagliari.

TENNIS, FINALE DI ROTTERDAM: FEDERER VS DIMITROV

Roger Federer domani salirà al primo posto della classifica di Atp maschile regalandosi un altro record da scrivere nel libro della storia del tennis. Oggi però c’è da giocare un’altra finale che lo svizzero vuole vincere assolutamente. Di fronte nel torneo di Rotterdam si troverà il bulgaro Dimitrov numero 5 al mondo. Sarà sicuramente una bella gara con lo svizzero però che nei precedenti sei scontri con l’avversario ha sempre vinto. Il Re è arrivato a questo appuntamento dopo aver superato Bemelmans, Kohlschreiber, Haase e Seppi. Dall’altra parte invece Dimitrov ha avuto la meglio di Sugita, Krajinovic, Rublev e Goffin. Gara che si disputerà alle ore 15.30.
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Genoa-Inter 2-0: dominano i rossoblù, i nerazzuri perdono il terzo posto

GENOVA – Chi pensava che la crisi dell’Inter fosse finita dovrà ricredersi: un famelico Genoa batte 2-0 i nerazzurri, che escono sconfitti dal Grifone a Marassi per il quinto anno consecutivo e che – se lunedì la Lazio batterà il Verona – per la prima volta in questa stagione saranno fuori dalla zona Champions. Grande entusiasmo invece per i liguri, alla terza vittoria consecutiva: la salvezza ormai è in tasca.TANTE ASSENZE – Ballardini è senza Izzo e Biraschi, gioca allora Rossettini, esordio dal 1′ per Bessa. Assenze pesanti anche nell’Inter con Miranda, Perisic e Icardi out, Spalletti sceglie Ranocchia e ancora Karamoh dall’inizio. Non è un mistero che l’Inter faccia fatica a giocare, figuriamoci a segnare, dall’altra parte invece c’è una delle difese migliori del campionato. Le occasioni infatti sono poche e quasi tutte per i padroni di casa con Pandev che non dà punti di riferimento e Hiljemark molto pericoloso negli inserimenti. Una buona occasione ce l’ha al 18′ Karamoh, ben servito da Candreva, ma il francese cicca clamorosamente davanti a Perin. Pandev colpisce un fortuito incrocio dei pali quando un cross in area diventa velenoso per l’uscita sbagliata di Handanovic, che viene graziato dal legno.

GOFFA AUTORETE – Al 44′ Zukanovic crossa dalla sinistra, sembra una palla innocua ma Skriniar la rinvia direttamente sul corpo di Ranocchia: clamorosamente la traiettoria va verso la porta scavalcando Handanovic. E’ una delle autoreti più goffe della storia. Dopo l’intervallo l’Inter non cambia marcia ed anzi è il Genoa che continua ad essere padrone del campo. Il gol del raddoppio ne è una prova: al 60′ dagli sviluppi di un angolo Laxalt tira un missile dal limite, Pandev è più lesto di tutti gli avversari a fermare la palla e battere Handanovic. Uno degli eroi del Triplete non esagera con l’esultanza per rispetto dei suoi ex tifosi. I ragazzi di Spalletti accusano il colpo e fanno appena il solletico alla difesa di Ballardini anche perché la tattica nerazzurra è a dir poco innocua: un’infinità di cross per Eder (alto 1.79) che si trova in mezzo a tre leoni: Rossettini (1.87), Spolli (1.93) e Zukanovic (1.90), che potrebbero giocare anche bendati.

CHAMPIONS A RISCHIO – Un sussulto degli ospiti arriva nel finale quando entrano Rafinha e Pinamonti (e quando il Genoa accusa la stanchezza) però Perin risponde bene a un tiro ravvicinato di D’Ambrosio e Karamoh non ha la mira di domenica scorsa. Il Genoa festeggia così la terza vittoria consecutiva: Ballardini ha completamente cambiato il volto del Grifone con una squadra compatta e aggressiva. Il vantaggio sulla Spal terzultima è a +13. Notte fonda per i nerazzurri, senza gioco, senza fiducia e anche senza la fortuna che ad inizio anno ha celato più volte la totale assenza di gioco. Spalletti, che ha gli stessi punti che la scorsa stagione fecero dopo 25 giornate De Boer e Pioli, può aggrapparsi alle assenze, ma farebbe bene (lui che, a differenza della concorrenza, ha una settimana intera di tempo per preparare le partite) ad iniziare a trovare nuove soluzioni. Anche perché se la Lazio lunedì batterà il Verona, i nerazzurri per la prima volta saranno fuori dalla zona Champions. E c’è chi parlava di scudetto…

GENOA-INTER 2-0 (1-0)
GENOA (3-5-2): Perin; Rossettini, Spolli, Zukanovic; Rosi, Bessa (11′ st Omeonga), Bertolacci, Hiljemark, Laxalt; Pandev (35′ st Lazovic), Galabinov (32′ st Lapadula). In panchina: Lamanna, Zima, Pedro Pereira, El Yamiq, Migliore, L. Rigoni, Cofie, Medeiros. Allenatore: Ballardini.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Ranocchia, D’Ambrosio; Vecino (17′ st Rafinha), Gagliardini; Karamoh, Borja Valero (32′ st Brozovic), Candreva (32′ st Pinamonti); Eder. In panchina: Padelli, Pissardo, Santon, Lisandro Lopez, Lombardoni, Dalbert, Emmers. Allenatore: Spalletti.
ARBITRO: Fabbri di Ravenna.
RETI: Aut. Ranocchia al 44′ e Pandev al 60′.
AMMONITI: Ranocchia.
ANGOLI: 10-8.
RECUPERO: 0′ e 4′

Genoa-Inter 2-0: dominano i rossoblù, i nerazzuri perdono il terzo posto

Duello fra Berlusconi e Salvini nel centrodestra sul candidato premier

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È un botta e risposta ininterrotto, e minaccia di proseguire fino al 4 marzo quello tra Berlusconi e Salvini sul tema della leadership. La sfida tra alleati è serratissima, anche perché il patto è che sarà il primo partito del centrodestra, in caso di vittoria, ad indicare il candidato per Palazzo Chigi. Ma l’impressione di una rissosità interna, a due settimane dal voto, è sempre più forte, e si vedrà se sarà benzina in più o freno.

Ieri nuova puntata con vecchio copione. Da una parte c’è Silvio Berlusconi che gioca ancora sul nome «segreto» del candidato di FI: un nome «importante», che «assicurerà all’Italia splendidi rapporti con l’Europa», che sarà «la migliore soluzione» per ottenere dall’Unione quello che non si è ancora ottenuto. Un nome, insiste l’ex premier, che anche Salvini conosce, e che non può essere rivelato perché l’interessato ha «tanti impegni» e preferisce attendere per l’ufficializzazione. L’identikit pare proprio quello di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, al quale Berlusconi ha chiesto la disponibilità all’iscrizione alla corsa per Palazzo Chigi, ricevendone in cambio un sì ma evitando di mettere nel frullatore il nome almeno fino al voto.

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Salvini non sembra però voler sottostare alla tattica del «dico e non dico» di Berlusconi, tanto più nel momento in cui l’alleato parla come chi darà le carte sulla formazione del prossimo governo attribuendogli il ruolo di «ministro dell’Interno, perché gli italiani gli hanno attribuito nei sondaggi una grandissima fiducia». Così la risposta del segretario del Carroccio è caustica: «La Lega prenderà un voto in più di tutti gli altri del centrodestra e io da presidente del Consiglio non vedo l’ora di far fare il ministro a persone competenti: lo farei fare a Berlusconi, infatti». E ancora, Salvini nega di essere a conoscenza del nome del candidato azzurro: «Non lo so, non ne ho la più pallida idea, le sorprese mi piacciono a Pasqua… Per il presidente del Consiglio non adoro le sorprese, preferisco la chiarezza».

Se comunque il rapporto pubblico appare conflittuale, quello politico forse è più solido di come sembra. Per esempio, Salvini in un forum con Askanews apre alla possibilità di «larghe intese» almeno per l’elezione dei presidenti delle Camere, purché siano «persone valide», perché si tratta di «figure di garanzia istituzionale» che devono essere super partes. Intanto, per gli azzurri preoc-cupati che la campagna elettorale si avviti troppo sullo scontro tra leader e non sulle cose concrete, ecco che nel giorno in cui FI a Milano presenta le politiche da mettere in campo a sostegno della famiglia, Silvio Berlusconi annuncia la firma del «Patto per la natalità», messo a punto dal Forum delle Associazioni familiari.

17 febbraio 2018 (modifica il 17 febbraio 2018 | 23:00)

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Duello fra Berlusconi e Salvini nel centrodestra sul candidato premier

M5s, l'ex fidanzato della Sarti: “Giulia sapeva”

«Non c’è stata movimentazione di denaro che non fosse conosciuta da lei, non ho mai tradito la sua fiducia». Così l’ex fidanzato di Giulia Sarti, la deputata 5 Stelle che lo ha accusato della mancata restituzione dei rimborsi da parlamentare, ha dato la sua versione agli inquirenti durante un interrogatorio fiume che si è concluso alle 4 e mezza di stamattina. Bogdan Andrea Tibusche, ha detto il suo legale, Mario Scarpa, ha «presentato valide spiegazioni con documenti alla mano, sono state depositate le conversazioni telematiche per provare che c’era consapevolezza e accordo reciproco». Messaggi, chat e telefonate registrate che ora sono al vaglio del tecnico informatico incaricato dalla procura di Rimini, dove Tibusche è indagato per appropriazione indebita dopo la denuncia della Sarti di averle sottratto quasi 35mila euro, 23mila dei quali destinati al Fondo del microcredito. 

Interrogato dal pm Davide Ercolani, l’ex compagno della deputata ha parlato per ore, raccontando i dettagli della loro conoscenza fin dall’inizio, cinque anni fa, quando viveva a Salerno e venne contattato dalla parlamentare in quanto esperto di informatica. «Ha fornito spiegazioni su tutto», aggiunge l’avvocato: su come sia nato un rapporto di fiducia e di stima che poi si è trasformato in relazione sentimentale. Lei gli delegava ogni cosa, ha detto l’interrogato, ma lui non ne ha mai approfittato anche se forse, avrebbe ammesso, c’è stata un po’ di superficialità da parte di entrambi. 

«Il mio assistito ha dato conto di tutta la sua attività», aggiunge il legale. Era stata la Sarti a chiedergli di fermarsi a Roma. Nessun contratto per la sua opera di consulenza, ma «elargizioni ampiamente spiegate». La parlamentare è stata descritta come una persona molto generosa che si sarebbe offerta di pagargli l’affitto dell’appartamento di Salerno per un periodo in cui ha fatto ritorno in Romania per sottoporsi a delle cure. Proprio su questo punto, nella sua denuncia, la Sarti aveva precisato come Bogdan l’avesse avvisata che i versamenti sarebbero stati effettuati in ritardo perché il denaro gli serviva per curarsi. Molte delle operazioni di pagamento poi, sostiene Tibusche, sarebbero state compiute «l’uno di fianco all’altra». La deputata oggi è tornata in questura per integrare la sua denuncia. Il suo ex fidanzato ha parlato su Facebook: «Vedremo coma va a finire perché la verità è tutta un’altra. Usciranno diverse conversazioni e forse non vi conviene esporvi ora. Ho un brutto vizio: registrare tutto, pure le telefonate». 

M5s, l'ex fidanzato della Sarti: “Giulia sapeva”

Gli sviluppi dell'inchiesta sui rifiuti a Napoli

Sulla vicenda dei rifiuti campani si è accesa la polemica poilitica. Luigi di Maio, leader del Movimento 5 stelle, durante un incotro chiede le dimissioni dell’assessore De Luca e del consigliere regionale campano candidato con il centrodestra «coinvolto nell’inchiesta di Fanpage sugli appalti dei rifiuti». La nostra intenzione, ha detto di Maio a Genova, «è di inasprire la Legge Severino e fare in modo che politici che si macchiano di questo genere di comportamenti non entrino mai più nelle istituzioni».

DI MAIO: DE LUCA SI DIMETTA. Il candidato premier del M5s ha detto anche che «quando votate questa gente, il Pd e Forza Italia, non solo fate male alla democrazia, ma fate del male a voi stessi, alla vostra salute. Stiamo parlando di politici che prendono tangenti per dare appalti sulla gestione dei rifiuti tossici o nocivi, affidandoli ad aziende che li interrano, non li smaltiscono in modo lecito. Di quei camion ne pagheranno le conseguenze i nostri figli».

SIANI: EVITIAMO PROCESSI SOMMARI. Da Napoli, dove è impegnato nella campaga elettorale, il candidato del Pd Paolo Siani ha spiegato di non aver ancora avuto modo di vedere il video in cui parla di De Luca Junior ma ha invitato a non fare processi sommari: «Non ho visto il video perché sono in giro da stamattina per la campagna elettorale, devo vedere e capire. Bisogna rendersi conto tra persone ragionevoli. Non si può emettere un giudizio su una cosa che non si è vista. Mi imbarazza che se ne parli senza sapere ancora cosa è successo».

DE LUCA: NON CI FAREMO RICATTARE. Nella tarda serata di sabato, anche il governatore Vincenzo De Luca è intervenuto sull’inchiesta che coinvolge il figlio: «Siamo impegnati in un lavoro gigantesco. Quando fai queste riforme, i contraccolpi ci sono. Ma andremo avanti a carro armato. Mettiamo in conto resistenze, sabotaggi, persino operazioni, nelle ultime ore addirittura di uso di camorristi per ricattarci. Non perdete tempo. I miei concittadini di Salerno mi conoscono. Non perdete tempo. Se pensate di ricattarci non perdete tempo. Andremo avanti senza derogare di una virgola agli obiettivi che ci siamo dati», ha dichiarato.

RENZI: AVETE IL DIRITTO DI PUBBLICARE MA RESTO GARANTISTA. E sabato sera, proprio dalla redazione di Fanpage con cui aveva in programma da tempo un’intervista, anche Matteo Renzi ha detto la sua sulla vicenda: «Io sono garantista, penso che un avviso di garanzia non sia una sentenza, penso voi abbiate il diritto e il dovere di mostrare le vostre carte e la vostra innocenza e di provarla come pure faranno gli altri indagati ma non potete chiedere a me finché c’è la Magistratura in campo, di mettere la mia parola o il naso in questa dinamica: finché c’è la Magistratura i politici è meglio che tacciano». Il segretario del Pd ha poi aggiunto: «Su questa vicenda c’è un’indagine di Fanpage.it ed è un’indagine giornalistica. Ma c’è anche un’indagine della Magistratura che non riguarda soltanto alcuni politici che hanno ricevuto un avviso di garanzia ma riguarda anche voi di Fanpage.it».

A queste parole ha risposto con un Tweet Luigi Di Maio paragonando Renzi a Erdogan , il presidente turco: «Renzi come Erdogan. Giornalisti di Fanpage finiscono sotto inchiesta per aver scoperto la corruzione del suo partito e lui dice che dovranno dimostrare la propria innocenza. Vergogna! Massima solidarietà ai giornalisti»

Gli sviluppi dell'inchiesta sui rifiuti a Napoli

Rimproverato, studente colpisce prof

(ANSA) – SONDRIO, 17 FEB – Uno studente che usava in classe il proprio cellulare senza seguire la lezione è stato ripreso dell’insegnante e lui, per tutta risposta, ha lanciato un oggetto contundente contro la professoressa, colpendola.
    L’episodio è accaduto in una scuola media di Sondrio.
    L’insegnante ha dovuto fare ricorso alle cure mediche in Pronto soccorso. Pur essendo stata informata la questura, però, la docente ha preferito non sporgere denuncia, perché – ha detto – “non sarebbe questo il modo migliore per punire il minorenne responsabile”.
    La dirigente scolastica, come la vittima dell’aggressione, si è limitata a dire che l’utilizzo di telefonini e smartphone non è consentito durante le lezioni e non ha voluto entrare nei particolari della vicenda per non rendere identificabile il responsabile del gesto.
   

Rimproverato, studente colpisce prof